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15 June 2018
A scuola, nell'accoglienza, e nei contesti di inserimento: ecco il nostro servizio di Mediazione Linguistica
15 June 2018
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CHI E' IL MEDIATORE LINGUISTICO CULTURALE

Il/la mediatore/trice linguistico culturale è una figura professionale che, attraverso la relazione sia con il proprio mondo di origine, sia con il mondo in cui è approdato riesce a fare da ponte fra lo studente immigrato - sia minore che adulto - e il mondo della scuola, del lavoro e della nuova comunità d’inserimento del quale quest’ultimo viene a far parte.

Questa figura professionale è chiamata a mediare tra la cultura dell’apprendente e della famiglia (se presente) e il servizio o le persone di cultura italiana. Non si tratta di una semplice traduzione in lingua, ma di far capire all’altra parte il significato di alcuni comportamenti, atteggiamenti ecc.. Nello stesso modo è importante anche cercare di far comprendere all’apprendente straniero qual è la cultura del paese in cui ora si trovano: come ci si comporta? Quali sono le regole e i servizi in Italia? Il/la mediatore/mediatrice ha il compito di far luce e di chiarire.


Dal punto di vista linguistico si tratta di saper agevolare la comunicazione e la relazione all’interno del gruppo con l’ausilio di un facilitatore linguistico abilitato all’insegnamento della lingua italiana come lingua seconda .
Il/la mediatore/mediatrice è chiamato ad aiutare per facilitare i processi di comunicazione tra lingua d’origine e lingua del contesto ospitante.

Tali considerazioni ci portano ad affermare che la formazione del “mediatore/mediatrice-ponte” dovrà esplicitarsi in tre ambiti:

1) Linguistico: L’ambito linguistico fornisce il supporto per agevolare la comunicazione e pertanto favorisce: la relazione all’interno del gruppo o del singolo durante la prima fase di accoglienza e dell’inserimento, la comprensione dei percorsi proposti , la comprensione dei linguaggi disciplinari, il consolidamento degli apprendimenti.

2) Culturale: La figura del/della mediatore/mediatrice, intesa come colui o colei che “sta in mezzo e fa da ponte” tra due dimensioni culturali differenti, non potrà essere un semplice membro della propria cultura o un interprete pedissequo della cultura ospitante, nel qual caso non metterebbe in atto alcun tipo di interazione tra una sponda e l’altra, ma dovrà rappresentare il terzo elemento che permette il dialogo, facilitando la relativizzazione delle posizioni e dunque la relazione. Troppo spesso si fa l’errore di pensare ala cultura come ad un’identità ferma e statica, data una volta per tutte, mentre in essa prevalgono gli aspetti dinamici, i continui mutamenti ed interazioni che danno origine al fenomeno del meticciato, vero protagonista della storia. Un esempio potrebbe essere quello della scelta e pertanto del rispetto di alcune regole condivise, se ad imporle non sarà stata unilateralmente la cultura ospitante, ma la mediazione e la negoziazione fra istanze diverse in un contesto laico .

3) Relazionale: Il/la mediatore/mediatrice ha il compito di mettere in relazione la famiglia degli/delle studenti/ studentesse immigrati/e con i/le docenti ed in generale con l’istituzione scolastica, con l’obiettivo di rendere i genitori consapevoli e partecipi al processo educativo dei propri figli. Verranno così facilitati il dialogo e i rapporti fra le diverse componenti, spesso molto difficili a causa della reciproca non comprensione linguistica. Tale attività non potrà essere considerata secondaria, ma sarà anzi curata in modo particolare, vista l’importanza che essa riveste anche per l’incontro fra culture e che necessiterà, quindi, di un monte di ore concordato ed inserito nella programmazione scolastica.